Oggi parliamo di teatro, in particolare per i bambini. Abbiamo fatto qualche domanda a Federica Mancini, del Teatro La Casetta, che ci ha risposto con un’intensità davvero notevole.

 

Buongiorno Federica, inizio l’intervista con una mia curiosità personale: come e perchè si è avvicinata al mondo del teatro per bambini?

Il teatro è stata una passione sin dalla prima infanzia. Mi chiede il motivo… lei quando s’innamora di qualcuno è in grado di capirne il perché? Comunque, credo fosse il ricco mondo della rappresentazione a rapirmi, tanto che dal teatro mi sono poi spostata ad occuparmi del linguaggio cinematografico, dalla scrittura alla regia, per molti anni. Nella ricerca di rappresentare per immagini quel mondo “invisibile”, ma fisicamente tangibile, degli affetti.

Quello che m’interessa in realtà è la contaminazione dei linguaggi e non a caso il teatro di figura (che non è genere per bambini come erroneamente e solo in Italia si pensa.) che con i suoi numerosi linguaggi, è forse l’arte che più compenetra il teatro con il cinema. Basti pensare alle ombre! Progenitrici delle immagini in movimento del cinema. Questo inanimato che attraverso l’animazione prende vita restituendola carica di simbolismi, densa di echi arcaici e intrisa di tutta la sua storia ultrasecolare, di antropologia, significanti e capacità emozionale, è pari all’incanto della luce che impressiona, bloccandole, le tante immagini che compongono un movimento filmico. Il parallelo dell’inanimato che prende vita, ha in comune il buio per dare vita alla rappresentazione delle immagini interne, passaggio che ricordando Buñuel, riecheggia appunto i sogni: “dal buio della sala emergono le immagini come i sogni nella notte”.

Oltre la parola, il teatro offre quel rapporto diretto che crea la possibilità di trasformarsi ogni volta, pur rappresentando le stesse cose per tante repliche.

Questo interesse alla rappresentazione del mondo interno, insieme all’imprescindibilità della cultura di occuparsi di sociale, e non ultimo, la consapevolezza oltre la piacevolezza, che occuparsi dei bambini e ragazzi, per dirne solo una,  è l’unica possibilità per rimettere al centro quella voce della fantasia, tanto bistrattata dalla nostra civiltà razionale, (non a caso, mondo interno, sociale, cultura, bambini, sono tra gli organi vitali più importanti del corpo del nostro mondo, dimenticati, per usare un eufemismo) questo insieme di interessi dicevo, porta 17 anni fa, la nostra associazione cantieri dello spettacolo, alla realizzazione del Teatro la casetta. In una periferia di Roma, che come altre è voluta difficile, il Teatro la casetta offre un tetto alla fantasia, con attività rivolte in particolare ai bambini, attraverso la sua scuola di teatro e arti sceniche.

Perché noi abbiamo il mondo in prestito da loro, e perché da bambina sognavo un teatro non per i bambini, ma fatto e gestito da loro! Ogni tanto ci sono riuscita, ma è solo l’inizio. E poi sinceramente, perché con i bambini si sta molto molto meglio!

 

Ci racconti dei vostri spettacoli e di come i bambini reagiscono/interagiscono durante lo spettacolo.

Come già accennato i nostri spettacoli non sono solo per bambini, ma occupiamoci di loro. Il loro approccio è il più attento e temuto, e più sono piccoli più sono attenti, nonostante il livello di attenzione (forse cosciente però) dovrebbe alzarsi con l’età! Ma stiamo nell’era del non rapporto diretto, dove tutto è filtrato da uno schermo grande o piccolo che sia. Quindi sarà che fino a 3/4 anni non hanno ancora il telefono e possono stare ancora con te, o sarà perché ancora non hanno paura.

Spesso bisogna scontrarsi con insegnanti o genitori, per poi avere la puntuale dimostrazione che quanto non ritenevano a priori “adatto” è stato invece capito e apprezzato dai bambini molto meglio dei grandi che li sottovalutavano. E poi c’è un problema estetico culturale, con tutto il rispetto per chi invece fa questa scelta, nei nostri spettacoli non ci sono le canzoncine  ad esempio, non si cerca il consenso facile, si prova a fare un lavoro sulle emozioni.

I bambini parlano una lingua molto più vicina a questo operare, il linguaggio preverbale, che ancora non hanno calpestato per sentirsi adulti intelligenti.

Sarà lo spazio così piccolo, a misura loro, sarà che si lasciano rapire, sarà che sentono l’amore, ma il vero spettacolo sono loro!

Avere un pubblico di bambini, a parte la responsabilità (a volte per loro è la prima volta e non vanno scoraggiati) e stare sul palco è un’emozione indescrivibile, perché i loro sospiri, suoni, respiri, sussulti, applausi, cambiano radicalmente l’andatura di uno spettacolo, al punto che sono i loro occhi a dargli il movimento, al punto che al termine sembra veramente di svegliarsi da un sogno fatto insieme.

Abbiamo da imparare tanto dalla serietà, capacità di concentrazione e di lasciarsi andare dei bambini. Dopo fanno fatica ad andare via….anche noi, e ogni volta, anche dopo un trentennio, sembra la prima volta. E se non piace loro te lo scrivono sul quaderno chiaro e tondo. Se non scrivono te lo dicono, se non parlano ti guardano male, ma se  piace, come per fortuna accade il 99% delle volte, hai fatto 13 e ti senti degno di fare questo lavoro e ti danno quell’energia che nessun riconoscimento accademico o istituzionale potrà mai eguagliare.

So che organizzate anche corsi di teatro per bambini ed adulti, come si svolgono? Che “metodo” utilizzate?

Eh sì! La scuola di teatro è giunta al suo 16 anno! Alcuni ex bambini hanno lavorato con noi! Una certezza e quale orgoglio!

Giocando imparando si punta sull’autonomia, in modalità diverse in tutte le fasce di età. Cerchiamo di fornire ai bambini e ragazzi tutti gli stimoli possibili, attraverso i diversi linguaggi, affinché siano in grado di spaziare liberamente.

E’ un lavoro molto più complesso, ma non esistono copioni prestabiliti. Ogni gruppo ha il percorso studiato sulle esigenze e interessi o delicatezze di ogni suo partecipante. Generalmente i partecipanti fanno tutto: dalla storia alle costruzioni all’animazione, dalle luci alla scelta delle tecniche. Perché il teatro non è un copione da imparare a memoria. Il teatro è un gioco serio che non scappa comunque da una disciplina, e quindi c’è da esplorare e imparare tanto; Dalla respirazione alla voce al corpo allo spazio al ritmo all’oggetto agli stili e in più ovviamente le tante tecniche del teatro di figura: dalle ombre ai burattini al teatro nero… Quello che interessa è la globalità dei linguaggi per accompagnare ad una crescita. Non c’interessa ne’ il “prodotto” finale (anche se può capitare che un gruppo ne realizzi 2 o 3 in un anno, per una sua specifica ricerca) perché è l’intero percorso che conta. Ne’ di produrre scimmiottamenti da grandi attori. Alcuni arrivano con idee molto distorte sul senso del fare teatro e non parliamo del fare teatro con bambini….

Ci interessa fare un lavoro sulle emozioni, sul rispetto, sulla passione per la conoscenza, sul rapporto, sull’autostima. Infondere passione, senso critico, sete di esplorare…autonomia! E’ importante che ci si senta a proprio agio, nonostante la necessaria palpitazione emotiva, e se un bambino può improvvisare senza il bisogno di una memoria e si diverte, ci sentiamo di aver dato il nostro piccolo contributo e siamo sicuri che quel seme lo accompagnerà sempre.

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Il Teatro La Casetta

 

Ho letto con molto interesse anche del “laboratorio congiunto bambini 6/10 anni e genitori”: di cosa si tratta?

Grazie per l’interesse! Le attività genitori- figli, sono state tra le prime cose fatte alle origini del Teatro la casetta. Il fine era quello di favorire aggregazione in un momento devastante, di offrire l’opportunità di giocare insieme e insieme ad altri sconosciuti, giocando anche un ribaltamento dei ruoli. Ad esempio fu molto bello quando i bimbi insegnarono ai genitori quanto precedentemente appreso, e i burattini realizzati in quell’occasione sono ancora in teatro come un amuleto, nonostante siano un po’ bruttini!

Poiché al momento il cartellone è fermo per i tanti motivi conosciuti, motivi che comunque al di là della stanchezza, non diminuiscono l’esigenza di condivisione attraverso il potere della fruizione culturale, e soprattutto perché la situazione che ci appariva devastante dal punto di vista della disgregazione sociale 17 anni fa, era con gli occhi di oggi un paradiso di condivisione, ci sembra più che mai urgente fare qualcosa per creare delle occasioni d’incontro capaci di contrastare e ribellarci a un sistema frutto di un disegno lungo e puntuale.

Per tornare alle cose pratiche, questi incontri sono tematici e ognuno è fine a se stesso. Una volta è dedicato ai giochi teatrali, un’altra al riciclo, un’altra alle ombre, un’altra ai giochi antichi e poi sono una sorpresa! Si può venire una sola volta o compatibilmente alle richieste sempre. L’importante è avere la gioia di volersi mettere in gioco, poi la voglia vince tutti gli imbarazzi… E’ una cosa molto semplice e naturale: stare insieme giocando! Basta seguire la nostra pagina fb https://www.facebook.com/Teatro-la-casetta-1923604271198904/ e prenotarsi!

 

La pratica teatrale quanto può, secondo lei, a sviluppare la creatività dei piccoli?

In fondo non si tratta di svilupparla, ma di lasciarla emergere, esprimere! Già se non si reprime è un passo avanti! Il Teatro come tutte le arti, sono il nido ideale per l’espressione dei bambini.

Il Teatro ha talmente infinite valenze che il solo enuclearle mi fa sentire infinitamente piccola. Come per ogni cosa è il vissuto che si mette e come si mette nelle esperienze che restituisce il senso delle cose. Ma visto che non si può fare teatro passando indenni al suo potere, tanto vale  tuffarsi e farsi rapire e ognuno prenderà molto di più di quanto avrebbe immaginato.

Per i bambini giocare al teatro è un fatto naturale, lo fanno sempre, perché loro hanno il potere di credere nelle favole. Siamo noi adulti che non lo capiamo.

Grazie cara, grazie di cuore per le sue domande!

Lunga vita a Tutto per bambini Roma!

Federica Mancini

 

 

Grazie ancora a Federica per questa bellissima e sentitissima intervista. Per tutte le info ed i contatti visitate la nostra pagina dedicata al Teatro La Casetta.

 

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